I presidi

Interessati, Motivati, Esigenti, Tutt'Altro Che Superficiali

Nella primavera 2008 la Provincia autonoma di Trento ha avviato la costituzione del Tavolo “Giovani e professioni”. Si tratta del terzo Piano giovani d'ambito (dopo quelli dedicati alle categorie economiche e alle associazioni universitarie) e, soprattutto, della prima esperienza territoriale in cui si tenta di creare un collegamento permanente fra gli ambiti professionali e la sfera politica, conformemente alle previsioni della legge provinciale 5 del 2007. La ragione è semplice: al momento uno degli imperativi, in Italia, per quanto riguarda il settore delle politiche giovanili, è proprio quello di consentire l'arrivo ai decisori politici di stimoli, proposte, contributi creativi da parte di persone giovani sì, ma già “autorevoli” per il percorso formativo compiuto e per i ruoli professionali che ricoprono.
In buona sostanza, si tratta anche qui di colmare il divario fra cittadini e politica, favorendo il confronto e la partecipazione, e migliorando così la stessa qualità della democrazia. L'attesa è che dal confronto in seno al Tavolo (come agli altri già costituiti dalla Provincia) scaturiscano idee, proposte, progetti che possano venire poi portati avanti anche assieme all'amministrazione provinciale con gli strumenti previsti dai Piani giovani. Al tempo stesso il Tavolo può costituire un utile osservatorio sulle politiche giovanili provinciali, con riferimento in particolare alle problematiche degli ordini e dei collegi professionali.
Questo Tavolo è un tassello di un mosaico più vasto che la Provincia sta costruendo, assieme ai soggetti interessati, nella convinzione che quel quadro disegnato a volte frettolosamente, che vede i giovani come soggetti amorfi, disinteressarti, privi di fantasia, non sia reale. Al contrario, io incontro sempre più spesso giovani interessati, motivati, anche esigenti nelle loro proposte e tutt'altro che superficiali.
L'obiettivo della legge per le politiche giovanili, nel suo insieme, è proprio questo: non iniziative di facciata ma progetti concreti, che diano ai giovani prospettive di futuro. Questo vale anche per le borse di studio e per i prestiti d'onore, che intervengono in quella fase delicata rappresentata dall'inserimento nel mondo del lavoro. Crediamo molto nel coinvolgimento degli Ordini e dei Collegi professionali: sono degli interlocutori e al tempo stesso degli alleati preziosi, con cui costruire nuovi percorsi che vadano nella direzione di valorizzare sempre di più la grande risorsa rappresentata dai giovani per il nostroTrentino.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento
Lorenzo Dellai

 

 

Passione e Sacrificio ma Sempre Pronti a Mettersi in Gioco, Sono i Nuovi Professionisti

È una realtà, gli Ordini ed i Collegi professionali stanno attraversando una stagione decisamente travagliata. Il sistema professionale italiano chiede di essere modernizzato, di essere messo nella posizione di accompagnare i professionisti nel futuro. Attualmente il comparto ordinistico produce il 15% del pil nazionale, ma lungi dall'avere l'equivalente peso politico. È ormai ampiamente riconosciuto il ruolo che i professionisti hanno assunto nel tessuto economico nazionale, soprattutto dai cittadini - utenti che usufruiscono di prestazioni sempre adeguate e rispondenti alle esigenze. Gli Ordini chiedono alla politica sostegno e riforme, consapevoli del valore sociale che rappresentano e di essere chiamati sempre di più a ricoprire una funzione di orientamento e di sostegno per i giovani iscritti. Infatti, chi intraprende una carriera professionale, intraprende una strada decisamente in salita.
I giovani devono essere aiutati a radicarsi in un mercato che il più delle volte tende a non coinvolgerli, se non ad espellerli. Ma per tutta risposta a chi li vorrebbe “anello debole” del sistema, o ancor peggio sintetizzati con la definizione di “bamboccioni” del Paese, i nuovi professionisti si rivelano giovani che, forti della propria formazione, credono nelle proprie potenzialità, investono con passione anche se con sacrifici ed il rischio di un futuro precario, si mettono in gioco, non certo aspettando che politica ed istituzioni confezionino loro un posto fisso, ma soprattutto, sono giovani che costruiscono giorno dopo giorno la propria identità professionale, valore estremamente importante che si basa sulla conoscenza e sulla coscienza del proprio lavoro.
Il Tavolo dei Giovani professionisti della provincia di Trento annovera tra i suoi obiettivi ultimi, quello di dare voce e coordinamento alle esperienze delle nuove generazioni, nella convinzione della forza dirompente delle nuove idee. Questa pubblicazione che parla di giovani, è stata pensata per i giovani, soprattutto per coloro che stanno intraprendendo scelte importanti per il futuro, perché leggere di testimonianze autentiche, conoscere i profili ed approfondirne le peculiarità, può aiutarli a affrontare più consapevolmente la scelta professionale che sono chiamati a fare. Un doveroso ringraziamento va ai “volti” di questa raccolta che si sono prestati a raccontarsi in queste pagine e a coloro che hanno collaborato a raccon- tarli, il fotografo Pierluigi Faggion che ha saputo dare immagine alle esperienze presentate e alla sociologa Nadia Marchetto che ha curato la stesura dei testi.

Il presidente del Tavolo “Giovani e Professioni”
Alessia Buratti

 

 

Il Mondo delle Professioni

Questa pubblicazione si propone di fornire un quadro generale su “cosa sono” e “cosa fanno” le professioni intellettuali regolamentate. In essa, sono state contemplate le professioni che hanno aderito al Tavolo “Giovani Professioni”. Principalmente si rivolge al giovane che vuole raccogliere informazioni, dati e notizie per pensare al proprio futuro professionale, dovendo scegliere una scuola, una facoltà o una specializzazione. Tuttavia è rivolta anche a chi ha la semplice curiosità di scoprire cosa c'è dietro al nome “conosciuto” di una professione, perché c'è molto, molto di più di quello che comunemente si possa pensare. La legge italiana definisce la professione intellettuale come “l'attività, anche organizzata, diretta al compimento di atti ovvero alla prestazione di servizi e opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e in via prevalente con lavoro intellettuale, per la quale è richiesto un titolo di studio universitario o equipollente avente valore legale”, essa si caratterizza per l'autonomia decisionale nella scelta delle modalità di intervento e per la responsabilità diretta e personale sul proprio operato. Nell'ordinamento italiano gli Ordini e i Collegi professionali sono organismi di autogoverno di una professione ed hanno origine storica nelle corporazioni medioevali. Sono stati istituiti dalla legge con lo scopo principale di tutelare i cittadini rispetto alla qualità e al costo delle prestazioni erogate da alcune professioni che, essendo consider- ate di tipo intellettuale, non sono sempre valutabili secondo standard normativi rigorosi.

Queste professioni sono riservate a coloro che sono in possesso di conoscenze e capacità atte ad assicurare una prestazione di qualità nell'interesse del cliente e delle collettività. Connesso al loro legale esercizio vi è un particolare interesse pubblico o un elevato rischio sociale, in quanto sono indirizzate a diritti fondamentali dei cittadini: difesa del diritto di salute, dei diritti soggettivi, tutela delle trasformazioni dell'ambiente, della sicurezza, dell'informazione, ecc. Tali prestazioni professionali comportano una indispensabile componente etica che si configura in un “codice deontologico” proprio di ciascun Ordine e di ciascun Collegio. Si tratta dell'insieme dei principi e delle regole di etica professionale che ogni iscritto è tenuto ad osservare e ai quali deve ispirarsi nell'esercizio della professione e che integrano le norme codificate dal diritto. Una questione delicata riguarda il riconoscimento delle professioni e l'adeguamento del sistema formativo scolastico professionale nell'ambito dell'Unione Europea. Esistono vari strumenti normativi europei di riferimento che mirano a stabilire la maggior trasparenza possibile delle qualifiche e delle competenze per permettere la libera circolazione dei servizi e quindi delle professionalità in tutti i Paesi Europei, tuttavia la situazione può variare a seconda del Paese. La nostra società sta vivendo dei forti cambiamenti socio economici che richiedono di rivedere e adeguare, tra l'altro, la regolamentazione delle professioni. Ad oggi è allo studio del Governo e del Parlamento una proposta di legge diretta a fare una riforma delle professioni, pertanto i dati di questo opuscolo potrebbero aver bisogno di essere rivisti nel caso di modifiche di legge. In queste pagine non si esauriscono e non si approfondiscono tutti gli argomenti, per ulteriori indicazioni ci si può rivolgere direttamente all'Ordine o al Collegio professionale di riferimento. Questa elaborazione di informazioni è stata possibile solo con la preziosa collaborazione dei Rappresentanti del “Tavolo Giovani e professioni”, delle segreterie degli Ordini e dei Collegi, nonché dei loro Presidenti. Un sentito grazie a tutti.
 

Nadia Marchetto